ARTISTA: William Cobbing
TITOLO: proiezione dei video ‘Excavation’ e ‘The Kiss’
A CURA DI: Rita Selvaggio
DOVE: Image Furini Arte Contemporanea, Via Cavour 6 – Arezzo (I)
DATE: dal 19 Aprile al 3 Maggio 2008
INFO: www.imageart.it; info@imageart.it; ph. +39 (0) 575 299678
Prosegue la rassegna di video a cura di Rita Selvaggio presentata da Image Furini Arte Contemporanea con la proiezione di ‘Excavation’ (2004) e ‘The Kiss’ (2004) dell’artista britannico William Cobbing (Londra, 1974). Di Cobbing si è di recente conclusa la doppia personale ‘Gradiva Project’ al Freud Museum (Londra) e al Camden Arts Centre (Londra).
I due video rientrano nel progetto di ricerca costante e multiforme di Cobbing attorno all’idea di osmosi fra individuo e ambiente, un’integrazione pseudo-corporale fra anonime figure asessuate e il contesto a cui appartengono, costituendo una sorta di protesi fra le une e l’altro. Paradossalmente Cobbing tende a superare ‘fisicamente’ le barriere ‘psicologiche’ che dividono e classificano gerarchicamente individui e oggetti e individui fra loro, focalizzando l’attenzione su quella fase di transizione da forma a informe, che porta poi al ricomporsi di una nuova e diversa figura.
William Cobbing:
In everyday life we build psychological barriers for ourselves, we subdivide object and people according to a specific hierarchy. This way of thinking is sometime rather static; I am more interested in the transition between form and formlessness. In my work I want to address the idea of entropy, the idea that things assume a temporary form before decomposing once again. Form has something fluid: nothing stays the way it is, everything becomes dissolved and the dispersed.
(Intervista a William Cobbing, Netwerk, 11 novembre 2006)
In ‘Excavation’ la figura principale, e unica per tutta la durata del video, scolpisce con martello e piccone la propria testa, costituita da cemento e pietra. Si tratta di un’azione ripetuta e quasi ossessiva, in quanto lo stesso protagonista agisce perpetrando continuamente lo stesso gesto, modificando lentamente la forma della sua testa senza un’evidente aspettativa o cognizione precisa dell’azione stessa.
In ‘The Kiss’ invece le figure sono due e sono immerse in un appassionato bacio. La sensazione che prevale nella scena però non è la passione, infatti il volto e tutta la testa dei personaggi sono costituiti da morbida creta fresca. Quest’ultima durante il gesto del bacio si modella producendo un effetto di liquida quanto appiccicosa unione fra le due teste, un continuo modificarsi dei volti ormai informi che si perdono l’uno nell’altro creando un tutto unico, servendosi anche delle mani dei due attori, completamente impastate nella materia.
I due lavori sottolineano quindi alcune idee sempre presenti nei lavori di Cobbing: il superamento di limiti statici, la continuità, lo scomporsi e il ricomporsi della materia, la forma e l’informe. Essi stimolano l’occhio e la mente dello spettatore alla ricerca di un esito compiuto, che qui però rimane volutamente in secondo piano. Suggeriscono un’idea di percorso a cui non è assegnata una mèta, ma che si afferma in quanto processo in divenire.