Maurizio Anzeri - 'Family day'
‘Family day’
Maurizio Anzeri
17 gennaio – 19 febbraio 2009
vernissage sabato 17 gennaio 2009, ore 18,30
Si inaugura sabato 17 gennaio 2009 alle ore 18,30, presso Furini Arte Contemporanea
ad Arezzo, ‘Family day’, la nuova mostra personale di Maurizio Anzeri.
Di che natura sono i legami tra individui facenti parte della stessa comunità? Che rapporto
c’è tra il concetto di appartenenza e quello di sessualità e quale dei due è attualmente
subordinato all’altro? L’identità sessuale continua a determinare la distribuzione
degli individui all’interno dei gruppi sociali, restando in questo senso elemento inclusivo,
ma allo stesso tempo esclusivo?
Il lavoro di Maurizio Anzeri non cerca di rispondere a questi interrogativi in maniera diretta,
ma prende spunto da essi per costruire suggestioni e innescare processi emotivi che, anche
se non immediatamente comprensibili, si collocano su un piano di costruzione inconscia
dei significati. Le trame di filati colorati, geometricamente ordite e destinate a epifanizzare
e trasporre in visione l’impalpabile essenza dei legami affettivi, caratterizzano gran parte
della nuova produzione dell’artista ligure. Queste si sviluppano sulla superficie
di vecchie foto di uomini, donne, bambini e intere famiglie, che l’autore acquista nei negozi
di antiquariato e nei mercatini delle pulci in tutta Europa. Il ritratto fotografico rappresenta
spesso tutto ciò che rimane della storia di una persona comune, dopo che il tempo
ha eliminato ogni possibile riferimento affettivo e ogni legame che la possa riportare in vita
anche solo all’interno di aneddoti e racconti. Tali immagini, come quelle che danno un volto
alle tombe dei camposanti, riescono così a rievocare aspetti particolari di un individuo anche
dopo la sua scomparsa ed è per questa loro valenza di frammento e di racconto parziale
che suscitano l’interesse dell’artista.
Anzeri sceglie le fotografie, seleziona i volti con cura, analizza le fattezze, ipotizza storie
e regala ai protagonisti una nuova vitalità attraverso la sovrapposizione di “trucchi” fatti
di fili colorati, che stravolgono le fisionomie dei soggetti trasformandole in maschere
di sapore tribale e astratto, così da renderle sessualmente ambigue e validarle su un piano
individuale. In Male and female i volti degli uomini e delle donne sono raggruppati
per genere su pareti opposte, lasciando lo spettatore, al centro di una fitta rete di possibili
relazioni, intrecci e trame, libero di sperimentare il gusto dell’associazione in un “gioco
delle coppie" irregimentato sul rapporto frontale donna/uomo. Eppure proprio
per il processo di mascheramento riesce difficile sostenere con certezza quale sia
la direzione da intraprendere per rimanere fedeli al concetto di family. Tra le varie possibilità
di lettura l’unica plausibile è quella che riconosce possibilità di esistenza autonoma
al singolo individuo universale indipendentemente dalle sue caratteristiche particolari.
La famiglia si sviluppa meglio nella sua integrità, ma senza abbandonare la possibilità
del dubbio sulla sua reale costituzione e fattibilità, in Family album. Qui le foto ricamate,
di più grande formato, non rappresentano solo singoli individui, ma anche nuclei famigliari
ripresi durante il tempo libero, le vacanze estive e i raduni conviviali. Le immagini cercano
di rappresentare e trasmettere uno stato emotivo che diviene imponderabile, indecifrabile
e intangibile, come nel caso di Day out, dove quattro maschere di capelli intrecciati
sono esposte su altrettanti piedistalli. È qui che il singolare nucleo famigliare,
i cui componenti presentano tratti trasfigurati e solo vagamente antropomorfi, mette in mostra
sé stesso e innesca allo stesso tempo una riflessione sul concetto di diversità. A chiusura
della mostra una mappa simbolo di reti di relazioni, corrispondenze e affetti, che ignorano
i confini fisici o geografici, come a dire che le barriere sono tutte mentali, connesse
ad appartenze create artificialmente da disposizioni culturali e sociali legate al tempo
e allo spazio.
Testo in catalogo di Viana Conti.
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