Furini Arte Contemporanea a Volta NY, presenta Andrea Bianconi




  4 - 7 March 2010
  7 West
  New York






Andrea Bianconi                   
Is-Land
Furini Arte Contemporanea
E 7


(performance: ogni giorno ore 13 e ore 17)


Il progetto IS-LAND di Andrea Bianconi – concepito per VOLTA NY – si sviluppa nell’omonima istallazione e in una performance (A charmed life) ed è esplicitazione nitida della ricerca dell’artista.
Il suo lavoro si dipana come una continua riflessione sul rapporto tra unicità dell’io e molteplicità identitaria. Partendo da un’impostazione autobiografica, l’analisi si apre ad una speculazione sull’essere umano nel suo carattere individuale e sociale. L’uomo si mostra come groviglio di tensioni contrastanti espresso dal sovrapporsi di elementi, materiali vari e simboli che, nella produzione di Bianconi, sono strettamente legati al fantastico e alle credenze popolari, ai riferimenti letterari e storico artistici (Borges e Calvino fino allo sguardo su Luigi Ontani).
Ne emerge uno scenario apparentemente leggero, ma di una certa complessità psicologica, come un viaggio onirico, proiezione di un’inquietudine reale in cui la sospensione tra conscio ed inconscio intreccia conflitti interiori e rappresentazioni pubbliche, confonde spazio e tempo fino all’isolamento. L’essere umano è così concepito come un’isola (ISLAND) o forse l’essere umano IS - LAND.
Lo si evince dai disegni e sculture che compongono l’istallazione, ma anche dalla performance in cui l’artista affonda le mani nel flusso delle diverse estensioni della identità umana, mimate dalla numerose corde che fuoriescono dal rubinetto a parete come fosse una cascata. Alle corde sono annodati vari monili di rappresentazione divinatoria, che però allo stesso tempo segnano il ricordo di esperienze personali, ponendosi in bilico tra spirituale e terreno in una dualità propria dell’essere umano. Questi ciondoli, legati solo alla propria corda, sono destinati a raggrupparsi in una rappresentazione oggettuale di entità isolate e connesse al contempo. L’intreccio, che inevitabilmente varia ad ogni performance, evidenzia una sensazione di incontrollabilità dello scambio e quindi di solitudine.